La Velata: il fantasma del Cimitero di San Pietro in Vincoli

LA VELATA: IL FANTASMA DEL CIMITERO DI SAN PIETRO IN VINCOLI
LA VELATA: IL FANTASMA DEL CIMITERO DI SAN PIETRO IN VINCOLI

Si racconta che nelle notti di luna piena, per il Cimitero di San Pietro in Vincoli, si aggiri il fantasma della Velata, una principessa russa vissuta a Torino nel ‘700 e morta ad appena 28 anni. Secondo la leggenda la donna apparirebbe a giovani uomini, forse cercando tra loro lo sposo tanto amato, li sedurrebbe conducendoli fino al luogo in cui riposano i suoi resti mortali per poi sparire…


C’è un piccolo cimitero a Torino che attira le attenzioni degli appassionati di occulto: è il cimitero di San Pietro in Vincoli, tanto modesto quanto denso di misteri. Qui riposava “la velata”, una statua scolpita a Firenze nel 1794 da Innocenzo Spinazzi: una dama con un velo aderente sul volto, così aderente da lasciar scorgere i lineamenti del viso; nella mano destra un calice. Rappresentava la morte.

“La velata” fu eseguita per la tomba della principessa russa Barbara Beloselkij, morta nel 1792 ad appena 28 anni, con tre figli piccoli. Il marito aveva dettato in francese l’epigrafe:

“Oh, sentimento! Sentimento! Dolce vita dell’anima. Quale cuore non hai mai colpito? Qual’è lo sfortunato mortale cui non hai mai offerto il dolce piacer di versar lacrime, e qual’è l’anima crudele che, dinanzi a questo monumento così semplice e pietoso, non si raccolga con malinconia e non condoni generosamente i difetti allo sposo che l’ha innalzato?”.

Barbara fu ribattezzata “Varvara” dagli spiritisti: la leggenda vuole che il suo fantasma passeggi di notte intorno al Cimitero di San Pietro in Vincoli, e che lì porti i suoi inconsapevoli amanti per poi sparire. Uno dei testimoni, il il tenente d’artiglieria Enrico Biandrà, se la vide spesso comparire nel suo allogetto, e fu tanto preso dalla sua eterea bellezza che se ne innamorò.

Nell’agosto del 1975, l’Ufficio Tecnico del Comune traslocò la statua della Velata nei magazzini dei sotterranei della Mole Antonelliana; restaurata fu esposta nella Galleria d’Arte Moderna di Torino in seguito al Cimitero Generale.