Piante con 2 teste (cioè 2 fiori) anzichè una, altre con lo stelo tozzo e spesso e scandito da strane protuberanze, altre affette da gigantismo, questi sono solo alcuni esempi di “tarassaco mostruosi” che si stanno manifestando ultimamente a Torino. Roberto Topino, medico e sentinella delle compromissioni ambientali in città, ha immortalato molti di questi nuovi mostri in un’ampia galleria fotografica, è bastata una giornata per scattare diverse decine di foto ad altrettante “Mostruosità” sparse in diversi punti della nostra città, dalle vecchie aree industriali riconvertite a funzioni diverse - ex-Materferro, ex-Fergat (davanti alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo), Spina3 (chiesa del Santo Volto) -, al distributore Api su corso Racconigi ma anche la Crocetta e la Pellerina.
Le ipotesi, intanto, si sprecano, la prevalenza di ex aree industriali del tutto o in parte bonificate nella carrellata delle fotografie porta Topino a supporre che il tarassaco mutante sia il frutto di sostanze nocive tuttora presenti nel terreno, ma il fatto che alcune delle misteriose presenze vegetali riguardino aree storicamente non interessate da lavorazioni industriali, spinge altri ad escludere una correlazione diretta tra la singolare metamorfosi ed eventuali inquinanti. Ma allora come si spiega? Colpa di un’altra forma di inquinamento ambientale ad esempio quello dell’aria?
Ad ogni modo come consiglia anche il giornalista di La Stampa occhio ad andar per girasoli!
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