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“Dimmi di si: ieri, oggi e domani” collettiva fotografica sulle unioni civili (fino al 29/5)

DIMMI DI SI UNIONI CIVILI TORINO

Fino al 29 Maggio presso la Galleria del Museo d’Arte Urbana, via Rocciamelone 7/c a Torino, è esposta “Dimmi di Si : ieri, oggi e domani”, collettiva fotografica sulle unioni civili a Torino.

Tutta la storia del Novecento è stata caratterizzata dal rapporto tra arte e politica, che, dopo la Rivoluzione Industriale, si sviluppa al di fuori del dominio della ritualità. Gli strumenti di riproducibilità tecnica, come ben comprese Walter Benjamin, allargano enormemente la base fruitiva dell’arte e la collocano decisamente nella sfera della politica.

Nella prima metà del secolo, l’epoca in cui nascono totalitarismi di vario colore, l’arte persegue con tenacia la possibilità di condizionare il potere, incanalandone le scelte al fine di costruire una società egualitaria, in cui il momento ludico della creatività sia considerato importante al pari del tempo di lavoro. La tragedia del secondo conflitto mondiale genera, nei primi anni del secondo dopoguerra, una disillusione negli artisti soprattutto relativamente ad un ruolo positivo che la tecnologia può giocare per creare una società estetica. In Italia abbiamo il dibattito, tutto interno alla sinistra post resistenziale, sul ruolo che intellettuali ed artisti possono ricoprire per agevolare un processo di profondo rinnovamento sociale, con la famosa contrapposizione, che durò poco, tra “figurativi” ed “astratto -formalisti”.

La ricostruzione ed il “boom economico”, fin dalla metà degli anni Cinquanta generano nuovo ottimismo e la convinzione, sviluppata dal Situazionismo di Guy Debord, Pinot Gallizio, Asger Jorn e Costant, di come l’arte e gli artisti debbano essere investiti da un ruolo di primo piano in una società in rapida evoluzione, e dell’abbattimento totale di qualsiasi barriera tra arte, vita e politica. Questa “onda lunga” proseguirà fino al Sessantotto ed al Maggio francese, con slogan come “l’immaginazione al potere” , di diretta emanazione situazionista, propagandosi per tutto l’arco del vitalistici, ma anche tragici e contraddittori, anni Settanta. Il decennio successivo, l’ingresso nella dimensione post moderna e l’esaltazione dell’individualismo generano, al netto di qualsiasi valutazione estetica, una rarefazione nei rapporti tra arte e politica, in cui, nei casi peggiori, si rinvengono nuovamente aspetti di cortigianeria e di esaltazione succube ed interessata del potere.

La mostra è accessibile fino a lunedì 29 maggio ore 17-19 o su appuntamento.

Ingresso libero.

Info:
MAU – Museo d’Arte Urbana
Cell. 335 6398351
E-mail: info@museoarteurbana.it
Sito: www.museoarteurbana.it

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