I misteri della Fontana Angelica

Fontana Angelica Torino
Fontana Angelica Torino

A prima vista la Fontana Angelica di piazza Solferino potrebbe sembrare una fontana come le altre, ma secondo la Dembech la sua apparenza innocua nasconderebbe ben altro.

Fusa nel bronzo insieme alle statue, ci sarebbe cioè la tradizione millenaria della massoneria, con i suoi simboli nascosti.

Fu il ministro Pietro Bajnotti a volere la fontana negli anni Venti, in ricordo dei suoi genitori. Realizzata dallo scultore torinese Giovanni Riva, inizialmente doveva essere di stile gotico ed essere collocata di fronte al Duomo di Torino.

Come finì in piazza Solferino?

Forse il ripensamento del Comune fu dovuto ai costi di realizzazione, che lievitarono dai 150mila lire del progetto ai 700mila lire effettivi… Comunque, dopo anni di cantieri e la modifica parziale di piazza Solferino, la fontana venne inaugurata nella sua attuale sede il 28 ottobre 1929. Fin qui l’informazione ufficiale.

Saltando alla curiosità, ci sarebbe un significato della fontana “riservato agli iniziati”.

Le figure scolpite rappresentano le quattro stagioni: primavera ed estate le statue femminili, autunno ed inverno i due giganti al centro. Il significato magico sarebbe nascosto proprio in queste figure: l’Inverno guarda verso Oriente, punto sacro da cui si leva il sole (si dice che lo scultore modificò l’orientamento della testa quando si decise di spostare la fontana). I due personaggi maschili, Autunno e Inverno, rappresenterebbero Boaz e Jaquim, i due sostenitori delle colonne di Ercole, mitici guardiani della Soglia che immette sull’Infinito. La conoscenza è rappresentata dall’acqua, che entrambe i personaggi versano dagli otri. Le figure femminili rappresenterebbero invece i due aspetti dell’amore, quello sacro (la Primavera, la Virtù) e quello profano (l’Estate, il Vizio) e i due aspetti della conoscenza. A qualche passo di distanza dalla fontana si nota come tra le due figure maschili si apra un varco rettangolare squadrato alla perfezione.

“Il varco è il cuore del mistero. Rappresenta la soglia invalicabile per i profani, oltre la quale si accede in una dimensione sconosciuta, sulle terre popolate da mostri, al di là delle colonne d’Ercole. L’ingresso alla Caverna Luminosa, nella quale sono custoditi i misteri alchemici che regolano il mondo. L’accesso alla conoscenza senza limiti…” (Giuditta Dembech)

Fonte: Giuditta Dembech, Torino Città Magica, 1°vol, edizioni L’Ariete

Tratto da TorinoCuriosa, un caro progetto del lontano 205


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