
1° maggio
E’ l’anno della grande crisi, della cassa integrazione, del possibile accordo Crysler-Fiat, del terremoto in Abruzzo e dell’influenza Suina (dopo vacche e polli ci mancavano i maiali).
E’ l’anno come tutti gli anni di un nuovo primo maggio, di una festa dei lavoratori che, come ormai troppo spesso accade, anche quest’anno si veste di crisi economica, di morti bianche, di mancanza di sicurezza sul posto di lavoro, di livelli delle retribuzioni sempre troppo bassi e di tante, troppe famiglie che non riscono più ad arrivare alla fine del mese.
Sarà domani, come ogni anno anche quest’anno, un giorno in cui l’attenzione alle problematiche del mondo del lavoro è massima in cui l’opinione pubblica non si preoccuperà se Veronica parla male di Silvio o se lui preferisce il 18° compleanno di una bella bionda a quello di sua figia Marina, sarà domani un giorno che in una democrazia normale dovrebbe durare 365 giorni, 365 1° maggio, di allerta massima, di attenzione, di fatti concreti e non di promesse e propagande.
Ed invece domani sarà come è sempre stato un giorno solo e da Sabato tutto tornerà come prima, con le morti bianche, con il problema di arrivare alla fine del mese, con il dubbio amletico, ma nemmeno troppo, se lunedì lavoreremo ancora o forse no e soprattutto con quella terribile sensazione di essere soli con i nostri problemi e con le nostre ansie.
Da sabato Veronica e Silvio torneranno il tema centrale della discussione di una democrazia assopita, sedata, narcortizzata, il tema centrale di una società troppo individualista anche solo per essere definita società.
Buon 1° Maggio a tutti, soprattutto a coloro per i quali Sabato sarà ancora il 1° MAGGIO.
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